Ho volato con Ryanair per andare a Berlino nell’autunno del 2009 e con 45€ A/R me la sono cavata.
L’aeroporto cui si appoggia Ryanair è il Schönefeld che è ben collegato al centro della città. Il treno RB14 in poche fermate arriva ad Alexanderplatz, da cui passano metropolitane, varie linee di superficie e bus che possono portare in qualsiasi punto della città comodamente. Per il ritorno invece, sempre dalla stazione di Alexanderplatz, ho preso l’ RB7 per andare in aeroporto.
Credo che in 3 giorni, se ci si organizza bene ( …ma non è stato il mio caso), si possa vedere tranquillamente Berlino. E’ fondamentale investire da subito 25€ per la “Berlin Welcome Card” che permette per 72 ore (ma anche meno volendo, a un costo inferiore) di girare nelle zona A,B e C di Berlino su tutti i mezzi pubblici e consente di avere degli sconti in quasi tutti i musei o le attrazioni.
Consiglio come primo giorno di partire da Alexanderplatz e puntare in direzione porta di Brandeburgo. In Alexanderplatz c’è la famosa torre televisiva su cui si può salire re vedere il panorama dall’alto. Se non ricordo male il costo del biglietto è sotto i 10€ con lo sconto della Berlin Welcome Card, ma non è stato un granché a mio parere visto che il panorama della città dall’alto non è il massimo.
Appena sotto la torre, a parte i mille McDonald, c’è una piazza con un orologio molto particolare e un’orda di gente che chiede l’elemosina e un’altra piazza al cui centro svetta la fontana di Nettuno, che ovviamente a novembre ho trovato spenta. In quest’ultima piazza c’è una chiesa che mi ha attratto in quanto sulla guida si parlava di questo quadro di 22 metri chiamato “la danza della morte” che si è rivelato essere una delusione esagerata.
Da qua alla porta di Brandeburgo ci sono un sacco di edifici e musei da vedere, come il Duomo di Berlino o l’isola dei musei (sul lato sinistro), ma anche attrazioni come il museo delle cere di Madame Thoussaud al costo di 15€, non molto grande come quelli che si trovano negli USA, ma carino comunque.
Arrivati alla porta di Brandeburgo si può proseguire a piedi verso Potsdam Platz, famosa per la sua modernità, in cui si trovano degli edifici all’avanguardia in cui vi è lo zampino anche di Renzo Piano e che regalano un piccolo scorcio di città stile New York. Qua ci si arriva tranquillamente anche coi mezzi o la metro e l’attrazione principale è decisamente l’edificio della Sony, ultra moderno. A breve distanza dalla piazza, attaccato alla fermata della metro mi è capitato di buttare via circa 10€ per l’ingresso a un museo/mostra di Dalì, decisamente uno specchio per le allodole per i turisti a mio parere perché non c’erano opere di Dalì, ma solamente un sacco di schizzi o bozze di disegni.
Il muro di Berlino è sicuramente l’attrazione più particolare della città per la rilevanza storica che ha assunto nel corso dei decenni. Scendendo da una fermata di cui non ricordo il nome, cui ci si arriva coi treni di superficie che passano anche ad Alexanderplatz ad esempio, si può costeggiare la parte di muro rimasta in piedi per un passeggiata di circa 2,5 km, ammirando i murales che lo caratterizzano.
In fondo a ciò che è rimasto di muro c’è un ponte carino che consiglio di attraversare almeno per vedere il dipinto che si trova su un intera parete appena in fondo ad esso. Non mi sono spinto oltre perché sembrava zona abbastanza periferica e poco turistica e ho deciso di ritornare verso il centro dirigendomi nella zona dello Zoo di Berlino, enorme e degno di nota se capita di sentire i leoni ruggire dato che essendo in una zona al chiuso fanno decisamente un rumore devastante.
Il St.Mark Hotel di Londra è situato in una comoda posizione per spostarsi nella città, ideale per turisti.
Situato nell’area chiamata Earl’s Court, si trova a poche centinaia di metri dalla fermata della metropolitana che prende il nome dalla zona stessa, Earl’s Court.
La camera che ci è stata assegnata era in un sottoscala, ma ci hanno aggiunto all’ultimo un terzo letto senza problemi.
Direi che per per lavoro o per turismo se non si hanno grosse pretese può andare più che bene per qualche giorno.
Ottimo hotel 4 stelle situato in posizione centrale di Copenaghen, a pochi passi dalla zona del porto storico della città (Nyhavn) che è uno dei punti più frequentati sia dai turisti che dai danesi, dallo Strøget, il corso pedonale famoso per lo shopping e dalla linea metropolitana che ha una fermata proprio all’inizio di questa via. Anche le linee dei bus passano da questa zona quindi ci si sposta con facilità ovunque.
A piedi si arriva facilemente anche al Kastellet, la fortezza a forma di stella che si affaccia sul porto. La famosissima statua della sirenetta, simbolo della città, si trova oltre il kastellet, diciamo a circa un quarto d’ora a piedi dall’hotel.
Dall’aeroporto ci si impiega meno di mezz’ora con la linea di metro che passa in superficie, da evitare il taxi visto che dall’aeroporto al phoenix ho speso circa 40€ impiegandoci circa lo stesso tempo che ci ho messo al ritorno in metro.
Le camere sono carine e ben tenute, in reception il personale è cortese e la colazione che viene offerta nel soggiorno la consiglio in quanto c’è l’indispensabile per riempirsi la pancia ed evitare il salasso della spesa nei bar/pub/ristoranti della città.
A 10 minuti a piedi c’è anche un 7eleven, dove a qualsiasi ora del giorno si trova l’indispensabile a livello di cibo e bevande, più volte mi è capitato di trovarmici dentro anche perchè i ristoranti la sera chiudono presto, come abitudine da quanto ho capito cenano dalle 18 in avanti.
Tirando le somme hotel consigliato per chi vuole girare la città in tranquillità da turista.
L’hotel Pension Matina di Mykonos dista circa 5 minuti in auto dall’aeroporto ed è in zona centrale nell’isola.
Sono stato in una tripla, non molto grossa, ma vivibile data anche la presenza del balcone vista mare. Presenti frigo e tv, connessione internet funzionante solo dalla hall o dalla zona piscina ma non perfettamente.
La piscina presente è circondata da una serie di sdraio e ombrelloni, anche se la zona abbastanza esposta fa si che ci sia parecchio vento durante tutta la giornata.
Sia per andare al mare che per andare nella città di Mykonos o nei locali più famosi dell’isola è necessario utilizzare un auto o un motorino, che si trovano facilmente a noleggio in giro per l’isola, un autonoleggio è addirittura di fronte all’hotel.
Per quanto riguarda il cibo a pochi passi dall’hotel c’è un ristorante con kebab a 2€ o cibo vario a prezzi modici, nella città invece si trovano molti locali in cui pranzare o cenare cibi turistici o più tradizionali a prezzi che variano, ma generalmente bassi.
In agosto per pigrizia si rischia di stare più in piscina dell’hotel che non in spiaggia, ne ho visitate qualcuna ma forse per sfiga mia ho sempre trovato un vento forte che impediva di stare sdraiati in spiaggia senza venire insabbiati o andare in mare senza che il salviettone volasse via. Le spiaggie di sassolini invece che di sabbia sono più vivibili perchè appunto col vento che soffia costantemente c’è meno rischio di trovarsi insabbiati completamente.
I ritmi di vita dell’isola per chi vuole puramente divertirsi, consapevole fin dall’inizio della vacanza però che spenderà parecchio e non avrà una vacanza diciamo rilassante sono: sveglia verso le 14, piscina/spiaggia di pomeriggio, aperitivo verso le 18 nei locali in riva al mare con musica tamarra, rientro in albergo verso le 22, giro in città fino a circa le 2 (parcheggiare è un casino) , discoteca fino a minimo le 7 di mattina, colazione, rientro in hotel. Per chi vuole farsi una vacanza standard invece rimane una bella location da visitare a parte forse il vento costante che alla lunga stufa.
Ho visitato molte città tra cui anche New York giusto per fare un esempio, ma ho avuto l’impressione che Madrid fosse la città più caotica di tutte.
Il centro storico è composto da varie vie che si incrociano attorno alla via principale, che sbuca nella Puerta del Sol, e ogni via era talmente piena di gente in giro da lasciare perplessi.
Probabilmente è stata una congiunzione particolare dovuta al fatto che l’ho vista durante il week end che corrisponde alla festività dell’immacolata in Italia, con 3 giorni di ponte da lunedì a mercoledì, e il fatto che ci fosse lo sciopero dei voli per 2 giorni, che paralizzando la Spagna ha bloccato tutta la gente a Madrid; sta di fatto che ovunque girassi la testa vedevo solo un tappeto di gente,
Non ho trovato molte attrazioni in questa città, a parte un giro nella zona centrale e al Museo del Prado, molto bello da visitare, non offre tanto quanto altre città europee.
Usciti dal delirio di gente che si trova nella zona centrale se ci si avvicina alla stazione si passa dalla zona dei musei, molto più tranquilla. Il museo del Prado, famoso a livello internazionale, con un costo di ingresso di 8€, permette di vedere vari capolavori artistici, sopra a tutti secondo me i dipinti di Caravaggio, Tiziano e Goya.
A poca distanza si trova il museo Reina Sofia, noto soprattuto per alcune opere esposte di Salvador Dali e per la Guernica di Picasso.
Per il resto non ho avuto modo di visitare bene la città nelle zone meno turistiche, ciò che consiglio di evitare è il museo del jamon serrano dato che per quanto sia folcloristico è snobbato da tutti gli spagnoli in quanto effettivamente troppo turistico, una sorta di McDonald del prosciutto, dove non si può apprezzare veramente la cucina spagnola.
- fumo nei locali: in Spagna non è ancora entrata in vigore la legge che vieta di fumare nei locali pubblici e a quanto pare difficilmente vi entrerà in vigore in tempi brevi, quindi preparatevi a locali dall’aria irrespirabile visto che la gente non si fa problemi a farsi 2-3 sigarette di fila i ambienti chiusi a intervalli regolari, davanti a un pasto o a una birra.
- taxi: i taxisti sono i peggiori con cui ho mai avuto a che fare, guidano a scatti come se non riucissero a far pressione sul pedale dell’acceleratore per più di 5 secondi, si mettono in scia di ambulanze che passano a sirene spiegate, girano in dicembre con giù il finestrino per fare gesti ad altri automobilisti o ai pedoni con la scusa che se non fanno gesti la gente “loca” non si accorge della loro presenza. Ebbene sì, mentre ero sui sedili posteriori a subire un freddo atroce perchè questo taxista era solito fare indicazioni a mano con giù il finestrino in compenso mi son trovato il bocchettone dell’aria calda puntato su un lato del corpo a clima tropicale. Assurdo.
Questo hotel si trova proprio nel centro di Madrid, sulla via di begozi e ristoranti che si affaccia sulla puerta del sol e a pochi passi dalla Gran Via.
Il rapporto qualità prezzo vista la posizione è buono, abbiamo speso circa 200€ per una tripla.
L’hotel è in ottime condizioni a livello di struttura, unica pecca il bagno che nella nostra stanza per quanto fosse bello e di nuova fattura avesse un divisorio a vetro per i suoi 2/3 a dividerlo dalla stanza coi letti: in pratica non è l’ideale per coppiette alle prime uscite visto che si vede praticamente cosa succede in bagno come se fosse un acquario. Noi essendo in 3 ci siamo organizzati con dei semi turni, per lo meno il wc vero e proprio aveva un vetro opaco davanti. Non so se è stata sfiga o cosa dato che la stanza singla di un’altra persona che era con noi aveva ovunque il vetro opaco e non l’ibrido opaco/trasparente.
La pecca per qualcuno può essere la mancanza di una connessione wireless nelle stanze, ma attiva solo in un punto dell’hotel tipo sala d’attesa. Colazione con poca varietà di prodotti.
Hotel situato in posizione centrale della città, su una traversa della Gran Via, a pochi minuti a piedi dalla Puerta del Sol e vicino ad una stazione della metro. La posizione è anche comoda per il passaggio dei mezzi di superficie e i taxi (di giorno con circa 20-25€ si arriva in aeroporto, la sera le tariffe aumentano un po’).
Consigliato per la posizione e per il prezzo contenuto, per il resto le camere e i bagni sono piccoli, poi io sono andato in una tripla magari per la doppia la situazione cambia, ma di fatto si rimane negli standard europei quindi non c’è da lamentarsi. L’hotel è dotato di connessione wireless e di una postazione internet in zona reception che ci hanno salvato durante il super sciopero dei controllori di volo che ci aveva bloccato a Madrid.
In zona hotel ci son molti bar/ristoranti dove poter sedersi a mangiare se si riesce a resistere in luoghi chiusi dove tutti fumano, altrimenti la scelta si riduce drasticamente : infatti prima di trovare un ristorante dove non fosse permesso fumare ne abbiamo girati diversi. Uscendo dall’hotel sulla destra ci si imbatte in un quartiere gay o almeno credo data l’elevata quantità di volantini di locali gay sparsi per la via e coppie di uomini appiccicate nei locali.
Scelta consigliata per chi è in cerca di una postazione da cui muoversi tranquillamente per qualche giorno per visitare la città.
Consiglio il Grand Hotel Dechampaigne per chiunque andasse a Parigi con l’intenzione seria di girare la città, vista l’estremamente comoda ubicazione dell’edificio, esattamente all’uscita della fermata della metropolitana “Chatelet”, da cui partono sia varie linee di metro che un paio di RER, le ferrovie parigine che collegano varie zone della città con delle zone più perifieriche, tra cui soprattutto va menzionato il parco Disneyland Paris.
Oltre alla comodità che offre riguardo ai mezzi pubblici è anche in posizione strategica per girarsi la città da turisti, essendo a 5 minuti a piedi dalla cattedrale di Notre Dame e a non più di 10 minuti dal museo del Louvre, a pochi passi dalla Senna e affacciato su Rue De Tivoli, caratterizzata da molti negozi/bar/supermercati.
Dall’aeroporto Charles DeGaulle è molto semplice arrivare all’hotel grazie alla RER B, consiglio appena si arriva all’aeroporto di acquistare la “Paris Visite” che permette discreti risparmi sui mezzi pubblici, con prezzi che variano in base alle zone della città da raggiungere e i giorni di utilizzo. Se si compra quella che copre 5 zone si arriva tranquillamente anche a Disneyland.
L’hotel in se non è il massimo a livello di comodità , la stanza era molto piccola e il bagno senza finestra ne sistema di ventilazione… quindi non mangiare pesante durante la permanenza
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Il personale alla reception parla inglese e in certi casi anche italiano, prenotando su expedia mi era stata scalata una notte prima della partenza e ci son rimasto male quando al check out mi hanno fatto pagare l’intero importo, ma a quanto pare è un problema che succede prenotando online in certi casi dato che la spesa prima di partire era una specie di caparra che poi non mi stata scalata una volta saldato i totale.
L’hotel Dechampaigne tirando le somme lo consiglio quindi a chi cerca una location centralissima, comoda per i mezzi e per le escursioni… quindi a tutti i turisti!
Il Victor Residenz Hotel Berlin lo consiglio a chi è interessato a passare qualche giorno a Berlino da turista. La posizione è abbastanza comoda anche se non ha linee metropolitane vicine, ma con il bus 200 in 4 fermate ci si trova direttamente in Alexanderplatz, che è il punto centrale di Berlino da cui ci si può spostare ovunque.
Non l’ho trovato al primo colpo la sera del mio arrivo perché dall’albergo mi avevan detto di prendere il 200 in direzione Michelangelostrasse per 5 fermate, ma poi ho realizzato che scendendo alla quarta fermata da Alexanderplatz si tira avanti per 100 metri e lo si trova sulla sinistra. Nel caso si decidesse di fare una passeggiata verso Alexanderplatz ci si arriva in 20 minuti anche a piedi.
La zona è molto tranquilla, con poco traffico e anche girandoci la sera non ho mai avuto problemi. Le camere sono molto spaziose, composte da una specie di stanza di inresso con armadio e cassaforte, la stanza da letto con TV, telefono, frigobar e il bagno abbastanza spazioso. C’era anche una porta che dava su una specie di sgabuzzino vuoto ma non mi sono chiesto più di tanto cosa fosse, mi son limitato a lasciarla chiusa tutto il tempo.
I letti non erano molto comodi, erano dello stile in cui vi si affonda dentro con cuscini che si appiattiscono tipo sottiletta.
Per quanto riguarda la colazione consiglio di evitare di prenotarla in hotel (costa circa 15€) e affidarsi ad un bar che fa angolo dirigendosi verso Alexanderplatz: è a 3 minuti a piedi dall’hotel e con 7 o 8 € si possono comprare 2 cappucci + 2 fettazze di torta stracarica di cioccolato (o altri pasticcini di vario tipo). Il risparmio a coppia di almeno 20€ a colazione è quindi assicurato ![]()
Di fianco a questo bar c’è anche un ristorante con prezzi molto sostenibili in cui ho cenato una volta spendendo poco, mangiando bene e bevendo buona birra (San Angelo dovrebbe chiamarsi).
Ciò che mi ha lasciato basito è stata la richiesta del personale alla recepito al momento del mio arrivo di lasciare i miei dati della carta di credito nel caso ci fossero problemi. Ovviamente mi sono fermamente rifiutato e alla fine han lasciato stare.
Tirando le somme do un 8,5 come voto finale all’hotel!
Una comparsata all’Oktoberfest è un dovere morale per ogni essere umano, ovviamente più alto è il feeling con la birra e migliore sarà la resa del viaggio a Monaco.
L’Oktoberfest si svolge nelle settimane a cavalo tra settembre e ottobre nella città di Monaco ed attira tantissimi turisti, soprattutto italiani, tant’è che in molti casi si ha la sensazione di trovarsi in Italia.
Consigli di viaggio: ci sono stato 3 volte consecutive a questo evento e posso dare qualche dritta in base alle mie esperienze. Innanzitutto premetto che Monaco è una città molto bella da visitare quindi va preventivato almeno un giro per il centro e non sono la permanenza costante ai capannoni a bere birra.
Da Milano in auto sono circa 550 km e con pause varie (soprattutto nel mitico “Heidiland“, una sorta di autogrill tematico su Heidi) ci vogliono circa 6 ore.
A me han sempre consigliato di passare dal San Bernardino, percorrendo parecchia strada in Svizzera e poca in Austria, prima di giungere in Germania.
Per la Svizzera serve un adesivo annuale da 30€ che viene venduto direttamente in dogana, quindi se vi dicono di accostare e non avete l’adesivo in questione… don’t worry il motivo è quello. Con questo semplice sistema si può poi viaggiare sulle autostrade svizzere per tutto l’anno in corso. In Austria invece, seppure il tratto di strada sia di pochi km, serve acquistare una “Vignette” che costa circa 10€ e permette di girare per l’Austria per 7 giorni se non sbaglio ma ce ne sono di diverse durate.
Il mio consiglio è partire il venerdì pomeriggio, in modo da arrivare per cena a Monaco, nutrirsi e poi andare a dormire. Il sabato mattina è consigliabile (avere un amico di Monaco ha i suoi vantaggi) arrivare presso la sede dell’Oktoberfest entro le 9 per prendere posto almeno nei tavoloni all’aperto e avendo già mangiato parecchio a colazione per “fare la fonda” in modo da non tirar su l’anima al primo boccale bevuto entro le 10 del mattino.
L’intera area dell’Oktoberfest è composta da vari “stand” che in realtà sono dei capannoni proprio come nelle fiere ed ogni stand è recintato e composto da una specie di capannone coperto e una parte esterna all’aperto non coperta (e se piove garantisco che non è bello bere sotto l’acqua come è successo nel 2008).
Dei tre week end dell’evento il primo inizia la domenica, il secondo è detto il “week end italiano” (credo non ci sia bisogno di spiegare il motivo) e il terzo è caratterizzato dall’apparente impossibilità di prenotare posti al chiuso anche se li si richiede con vari mesi di preavviso.
I tavoli all’interno sono per pochi eletti dunque, a meno che non ci si apposti davanti allo stand appena apre il tutto, si aspetta accalcati l’apertura del portone e si rischia di finire schiacciati al muro da persone bramose di birra, mentre i tavoli all’esterno si riempiono completamente verso le 10 di mattina e viene poi impedito alla gente che non ha già preso posizione di entrare in questi a meno che non ci sia gente che esca.
Una particolarità da sottolineare è che durante l’inaugurazione dell’evento il sindaco di Monaco deve infilare il classico rubinettone per spillare in un barilone di birra con al massimo 3 martellate, altrimenti non sarà rieletto!
E’ molto comodo arrivare all’Oktoberfest coi mezzi pubblici di Monaco dato che la metropolitana ferma a poca distanza e quando poi si decide di tornare alla vita “da sobri”, in poche fermate di metro o mezzi di superficie ci si trova direttamente nella zona centrale di Monaco, quella più da “turista classico”.
Il mio consiglio è quindi di partire il venerdì, il sabato stare all’Oktoberfest la mattina e il pomeriggio farsi un giro in centro a Monaco. Rientro in Italia la domenica dopo un altro giorno in giro per la città di Monaco o fermandosi sulla strada di ritorno al castello di Neuschwanstein.